MARIA, MADRE DI DIO
Maria è un portento del potere di Dio. La Vergine è intrinsecamente «Nostra Signora della Incarnazione», poiché per l’Incarnazione Dio la creò, facendo di Lei un prodigio della grazia in manifestazione raggiante dell’Onnipotente.
Maria è un portento del potere di Dio. La Vergine è intrinsecamente «Nostra Signora della Incarnazione», poiché per l’Incarnazione Dio la creò, facendo di Lei un prodigio della grazia in manifestazione raggiante dell’Onnipotente.
O Eternità infinitamente santa, nella quale l’anima piccolina e assetata di giustizia e di verità si sazierà faccia a faccia con le divine Pupille, nella contemplazione del tuo divino Volto…! O Eternità, Eternità…!, sei l’appetizione assaporabile della mia anima esiliata, la necessità urgente di tutto il mio essere non inserito in questo luogo di menzogna, di incomprensione, di dolore e di prova… Sei tu, o Eternità amata!, la necessità, in sazietà, della mia anima innamorata e rapita dalla bellezza del tuo volto…
In tal modo Dio fa che l’anima sia Lui per trasformazione, che anch’ella è il gaudio di tutti i beati. E siccome ciascuno di loro partecipa così di Dio e gode così di Lui, risulta che, essendo Dio tutto in tutti, c’è solo un grido nel Cielo: gioire in Dio, nel fatto che Egli si sia tanto felice in se stesso, e nel fatto che Egli sia tanto felice nel rendere felici tutti i beati.
Discorso di Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia, del 6 dicembre 1965, intitolato: “Risorgiamo con Cristo a una vita nuova”
Che ricchezza racchiude in sé Gesù...! Sembra che la mente si rompa davanti alla perfezione della sua natura creata, che fu capace di vivere, in un’intensità così trascendente e in uno stesso istante, tutto il gaudio che gli produceva la comunicazione familiare che viveva con le divine Persone, e dall’altra parte, il dolore del disamore degli uomini che Egli rappresentava davanti a Dio.
Un fuoco che le brucia l’intimo dell’anima, una forza, contro la quale non può né resistere né lottare, spinge la Madre Trinidad a dire che…: «Urge presentare il vero volto della Chiesa, sconosciuta dalla maggioranza dei suoi figli»; che «bisogna ravvivare e riscaldare il dogma»; che «occorre prendere la Teologia e porgerla nell’amore a tutti i figli di Dio»; che «il seno del Padre è aperto, nell’attesa di riempirsi con l’arrivo di tutti i suoi figli»; che «bisogna fare una rivoluzione cristiana nel seno della Chiesa...»
La Figlia di Sion appare gettata, come Cristo nel Getsemani, ma non perciò fallita o affondata, no! Il Padre la sostiene con la potenza del suo braccio, perché il suo Capo regale è il suo Figlio amatissimo in cui ha posto tutte le sue compiacenze.
Anima amata, munisciti di ali d’aquila, dilata le caverne del tuo cuore, cammina per la via dell’amore, della fede, della speranza, apri i tuoi occhi alla verità, per essere capace di stendere le tue ali e di introdurti nella felicità beata del gaudio di Dio!
Io percepisco il mistero del dire infinito di Dio Padre agli uomini in umile mangiatoia e nella notte sacra di un profondo e segreto silenzio...
Tre tipi di silenzio si percepiscono, in assaporamento sacro di eterno mistero, lì nel profondo dello spirito, nel contatto interiore, sacrosanto e silenziato dell’anima con Dio, e nei tempi di tabernacolo, sprofondata nel mistero del Signore del Sacramento che si occulta, silenziato dietro le notti del mistero, aspettando qualora qualcuno venisse a trovarlo.