IL NOSTRO DIO VICINO
La vita di orazione sarà quella che ci introdurrà dentro il seno divino, dove percepiremo il dire eterno di Dio nel nostro intimo, giacché l’orazione è l’appuntamento di Dio con l’anima.
La vita di orazione sarà quella che ci introdurrà dentro il seno divino, dove percepiremo il dire eterno di Dio nel nostro intimo, giacché l’orazione è l’appuntamento di Dio con l’anima.
Ore di Tabernacolo..., tempi di silenzio..., dolci richieste, tenera intimità...; colloqui di amori..., relazione di amico..., manifestazioni profonde di Divinità... Ore di Tabernacolo, tempi di silenzio, tenui melodie in tenera nostalgia che invita ad adorare... Dio, che è tanto vicino che, se l’anima riesce a rimanere in silenzio, sente lì il battito del suo respirare...
Chiunque tu sia, il più assetato di felicità e di pienezza, il più affamato di scoprire e di investigare, se non entri dentro e non esci fuori, resterai sempre senza sapere la ragione di essere di Colui che si È e delle cose che sono da Lui.
Discorso di Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia, del 25 dicembre 1965, intitolato: «NATALE»
Mistero di Natale...! Segreto d’infinita tenerezza...!: Nel silenzio della notte e dell’incomprensione, sotto le note vibranti dello Spirito Santo, e nello strazio della maternità di Maria, in una mangiatoia si disse a noi l’Amore...!! Silenzio, anima cara...! Rispetto e venerazione! Adora…! Con gli Angeli di Dio, rispondi in amore...! Poiché Dio, fatto Bambino, da un momento all’altro proromperà in pianto per la prima volta sulla terra in uno strazio di solitudine e di incomprensione...
Lo scorso 8 settembre, presso la Casa Natale di Madre Trinidad, a Dos Hermanas (Siviglia), abbiamo avuto la gioia di ricevere il cardinale Peter Ebere Okpaleke (Nigeria) e i vescovi Habila Tyiakwonaboi Daboh e Gerald Mamman Musa, dalla Nigeria, accompagnati dall'arcivescovo Albert D'Souza, dall'India.
Ascoltarti… Riceverti… Entrare dentro il tuo petto addolorato e sapere che sei ferito in amore, dal tanto amarmi; e che occulti nelle tue ore di silenzio, rinchiuso dietro le porte del tabernacolo, il mistero agonizzante del tuo cuore affranto, soffocato dal tuo molteplice penare di lamenti contenuti.
Dio ci ha creati solo ed esclusivamente perché viviamo della sua vita, solo ed esclusivamente per questo. Il nostro fine soltanto è Dio. Egli è il centro che deve riempire la nostra eternità per sempre, o il nostro sempre con la sua Eternità.
Sei così felice…, tanto…, tanto…, tanto…!, che farai consistere il nostro gaudio essenzialissimo nel godere del fatto che Tu sia tanto felice; poiché oltrepassi, davanti alla contemplazione del tuo eterno giubilo, le capacità di tutte le creature razionali in tal modo, che avranno il loro gaudio essenziale nel vedere Te così contento; perché lì si troveranno nel centro dell’amore puro e nell’inserimento completo di quel medesimo amore.
Beata me, con il carico dei miei peccati, per tale Redentore! Ma all’amore che io ho per te piace di più, mio Gesù del Calvario e dell’Eucaristia, che nessuna creatura si fosse mai ribellata contro la tua Santità infinita, forzandoti, per la manifestazione del tuo infinito potere e per lo splendore della tua gloria, a realizzare una cosa tanto meravigliosa per noi quanto drammatica su di Te, al fine di poterci redimere dai nostri peccati, reinserendoci nei piani eterni di Dio, che ci creò solo ed esclusivamente affinché lo possedessimo, innalzandoci alla dignità inimmaginabile ed insospettata di essere figli suoi, eredi della sua gloria, e partecipi della vita divina.