MARIA NEI PIANI Dl DIO
«La grandezza di Maria viene a Lei dalla sua Maternità divina; ed essendo Madre di Cristo, che è il Capo del Corpo Mistico, lo è anche di tutte e di ciascuna delle sue membra».
«La grandezza di Maria viene a Lei dalla sua Maternità divina; ed essendo Madre di Cristo, che è il Capo del Corpo Mistico, lo è anche di tutte e di ciascuna delle sue membra».
Nel mio tabernacolo ho tutto, perché il Tutto infinito è il mistero trascendente che occulta il mio tabernacolo. Se l’uomo sapesse il segreto dell’Eucarestia, come non verrebbe a refrigerare la sua sete e a saziare le sue fami, riverente ed adorante, ai piedi del tabernacolo davanti al Dio del Sacramento...?!
Che sabato di così glorioso trionfo!, nel quale l’anima dell’Unigenito di Dio, che allo stesso tempo è il Figlio dell’Uomo, apre per il frutto della sua Redenzione i portoni sontuosi della eternità, chiusi fin dal Paradiso terrestre a causa del peccato di ribellione dei nostri Progenitori; e si alzano gli antichi battenti davanti al passo impetuoso di irresistibile potenza dell’anima dell’Unigenito di Dio immolato, in trionfo di gloria.
“Voglio che tu viva questa Settimana Santa, non come ricordo, ma come realtà! Voglio che tu viva non come chi sta ricordando che Gesù è stato con noi, ma tu devi prendere in questa Settimana Santa, la Settimana Santa di Cristo, la Settimana di passione di Cristo, la Settimana di morte e di crocifissione…!, tu devi prendere quel tempo, e viverlo ora nel tuo tempo; e metterti ai piedi della croce, e vivere con Cristo e morire con Cristo, e risorgere con Cristo, e soffrire con Cristo ed essere immolata con Cristo ed essere distrutta con Cristo e stare con tutto il tuo spirito aperto per ricevere il suo testamento d’amore, per ricevere la sua donazione infinita, per ricevere tutta quella dimostrazione dell’Amore infinito verso di te…!”.
In un traboccamento di strazio e di desolazione di spaventosa e terrificante solitudine a causa del rifiuto del Padre contro il peccato che, caricato sulle sue spalle, essendo il Cristo, Egli doveva riparare nella e per la pienezza del suo Sacerdozio, come Riconciliatore dell’uomo con Dio, «gridò con voce potente: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato…?”».
Oh...?! Quant’è felice Dio, che, in se stesso, possiede la pienezza infinita ed eterna di gioia che è tutto il suo Essere...! Tutto Dio è un pelago senza rive e senza fine di felicità. Ed in se stesso Egli è eternamente sazio in quella immensità felicissima del suo Essere, che non gli lascia posto per desiderare nulla, per perfezione della sua stessa infinità, la quale sazia infinitamente l’eterna Trinità nella sua Unità simultanea.
Grazie, Signore, per la grandezza del mistero che racchiudi…! Grazie per rendermi Eco piccolina delle tue contenzioni, anche se per questo il mio spirito, in ciascuno dei momenti della sua vita, vive del Cielo sulla terra e dell’esilio nella mia redenzione, che è vittimazione profonda e straziata in abbandono, in consegna di amori e in necessità di risposta…
Quando Dio ci creò, mise in noi capacità immense, inesauribili, con esigenze di pienezze quasi infinite, poiché ci creò per Sé per il suo possesso, per il suo gaudio.
Una nuova Casa affinché in quell’angolo di Rwanda, in Africa, molte anime possano conoscere il vero Volto della Chiesa, e la Madre Trinidad, attraverso la sua discendenza, possa realizzare il suo mandato di: «Va’ e dillo! Questo è per tutti!».
Colui che più conosce Dio, più fame ne ha, poiché la sua vicinanza apre ansie come infinite di possederlo.