IO PERCEPISCO IL MISTERO
Io percepisco il mistero del dire infinito di Dio Padre agli uomini in umile mangiatoia e nella notte sacra di un profondo e segreto silenzio...
Io percepisco il mistero del dire infinito di Dio Padre agli uomini in umile mangiatoia e nella notte sacra di un profondo e segreto silenzio...
Tre tipi di silenzio si percepiscono, in assaporamento sacro di eterno mistero, lì nel profondo dello spirito, nel contatto interiore, sacrosanto e silenziato dell’anima con Dio, e nei tempi di tabernacolo, sprofondata nel mistero del Signore del Sacramento che si occulta, silenziato dietro le notti del mistero, aspettando qualora qualcuno venisse a trovarlo.
Figli, aiutatemi ad aiutare la Chiesa; a scopare la spazzatura che è caduta nel corso dei tempi sullo specchio trasparente e senza macchia, luminosissimo e splendente della Madre Chiesa, sulla quale, dietro la brillantezza della sua luminosità si rispecchia, rivelandosi attraverso il viso di Cristo, il volto di Dio in essa...!
Oggi ti bacio, come sposa innamorata, tremante ed adorante, nel passare dei secoli in tutte quelle particelle che siano cadute al suolo; per dirti, in amori, le tenerezze che dalla mia anima sono sorte, nello scoprire il mistero che ha afflitto il mio spirito in amori, per amarti con questa nuova sfumatura del mio cuore ferito…
Discorso di Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia, del 6 diciembre 1965.
«II Solo...». Solitudine che noi non potremo mai penetrare nella tua capacità come infinita... O Gesù, riflesso di questa solitudine terribile sono stati i momenti sanguinanti della tua passione dolorosa, nei quali tutta la tua umanità manifestava l’abbandono della tua anima, non solamente nella tua dolorosa tragedia interna, ma pure nella tua via crucis solitaria di abbandono umano...
«L’anima incompresa non può essere consolata. La tua anima, o Cristo mio, mistero e filigrana del divino Amore, perché è l’anima del Verbo, ha una capacità incomprensibile per noi di amore e di dolore, che sulla terra non si è mai potuta né si potrà mai abbracciare. E siccome l’anima è consolata nella misura in cui è compresa, quella parte dell’anima di Cristo che rimane senza essere compresa resta senza ricevere consolazione; e, eccedendo la sua capacità quasi infinitamente quella nostra, quella parte misteriosa, profonda e trascendente, alla quale mai potremo arrivare, rimane senza essere consolata, e per questo: “Cercai chi mi consolasse e non lo trovai”.»
Noi tutti corriamo ad una stessa velocità, anche se non tutti arriveremo ad uno stesso termine, anche se il termine che Dio ha voluto per tutti è lo stesso; ma non possono raggiungerlo se non coloro che, vivendo del soprannaturale mediante la vita della grazia e sotto l’impeto dello Spirito Santo, hanno ali, e ali d’aquile reali, che li rendono capaci di valicare l’insondabile Abisso che esiste tra la vita e la morte, tra la terra e il Cielo.
La Vergine non aveva alcuna tendenza, né appetizione, né stortezza, né inclinazione che la attraesse verso la terra. Maria visse come assunta durante tutto il suo peregrinare, concludendo la sua assunzione nell’abbraccio dell’incontro dell’Infinito.
«Il Verbo Incarnato, durante la sua vita mortale, era il Cristo penante che viveva di eternità; e adesso è il Cristo glorioso ed eterno che pure contiene nella sua anima la tragedia di tutti i tempi. E, perciò, nella pienezza del suo Sacerdozio, è il Cristo Grande che racchiude in sé il Cielo e la terra, l’eternità e il tempo, la Divinità e l’umanità; essendosi Egli in se stesso il Glorificato e il Glorificatore, l’Adorato e l’Adorazione, la Riparazione e il Riparato.»