NATALE
Discorso di Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia, del 25 dicembre 1965, intitolato: «NATALE»
Discorso di Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia, del 25 dicembre 1965, intitolato: «NATALE»
Mistero di Natale...! Segreto d’infinita tenerezza...!: Nel silenzio della notte e dell’incomprensione, sotto le note vibranti dello Spirito Santo, e nello strazio della maternità di Maria, in una mangiatoia si disse a noi l’Amore...!! Silenzio, anima cara...! Rispetto e venerazione! Adora…! Con gli Angeli di Dio, rispondi in amore...! Poiché Dio, fatto Bambino, da un momento all’altro proromperà in pianto per la prima volta sulla terra in uno strazio di solitudine e di incomprensione...
Quale sorgente di grazie, di doni, di frutti e di ricchezze tiene il Padre contenuta nel vulcano del suo seno, attendendo la nostra preghiera semplice, calda e familiare, per effondersi in frutti di vita eterna! Com’è grande, com’è onnipotente, com’è potente un uomo orante ai piedi del Tabernacolo! Tanto che, davanti a lui, il Cielo si apre per riversarsi sull'umanità.
Ascoltarti… Riceverti… Entrare dentro il tuo petto addolorato e sapere che sei ferito in amore, dal tanto amarmi; e che occulti nelle tue ore di silenzio, rinchiuso dietro le porte del tabernacolo, il mistero agonizzante del tuo cuore affranto, soffocato dal tuo molteplice penare di lamenti contenuti.
Dio ci ha creati solo ed esclusivamente perché viviamo della sua vita, solo ed esclusivamente per questo. Il nostro fine soltanto è Dio. Egli è il centro che deve riempire la nostra eternità per sempre, o il nostro sempre con la sua Eternità.
Sei così felice…, tanto…, tanto…, tanto…!, che farai consistere il nostro gaudio essenzialissimo nel godere del fatto che Tu sia tanto felice; poiché oltrepassi, davanti alla contemplazione del tuo eterno giubilo, le capacità di tutte le creature razionali in tal modo, che avranno il loro gaudio essenziale nel vedere Te così contento; perché lì si troveranno nel centro dell’amore puro e nell’inserimento completo di quel medesimo amore.
Beata me, con il carico dei miei peccati, per tale Redentore! Ma all’amore che io ho per te piace di più, mio Gesù del Calvario e dell’Eucaristia, che nessuna creatura si fosse mai ribellata contro la tua Santità infinita, forzandoti, per la manifestazione del tuo infinito potere e per lo splendore della tua gloria, a realizzare una cosa tanto meravigliosa per noi quanto drammatica su di Te, al fine di poterci redimere dai nostri peccati, reinserendoci nei piani eterni di Dio, che ci creò solo ed esclusivamente affinché lo possedessimo, innalzandoci alla dignità inimmaginabile ed insospettata di essere figli suoi, eredi della sua gloria, e partecipi della vita divina.
Nel mio tabernacolo ho tutto, perché il Tutto infinito è il mistero trascendente che occulta il mio tabernacolo. Se l’uomo sapesse il segreto dell’Eucarestia, come non verrebbe a refrigerare la sua sete e a saziare le sue fami, riverente ed adorante, ai piedi del tabernacolo davanti al Dio del Sacramento...?!
Era tanta l’eccellenza di Dio, così immensa la grandezza del suo infinito essere nella pienezza della sua forza, così infinitamente distinto e distante da tutto ciò che Egli non era, che tutto ciò che non era Lui, davanti al mio sguardo spirituale, in pratica passava a non essere…
Maria è un portento del potere di Dio. La Vergine è intrinsecamente «Nostra Signora della Incarnazione», poiché per l’Incarnazione Dio la creò, facendo di Lei un prodigio della grazia in manifestazione raggiante dell’Onnipotente.