CREAZIONE
Quando Dio ci creò, mise in noi capacità immense, inesauribili, con esigenze di pienezze quasi infinite, poiché ci creò per Sé per il suo possesso, per il suo gaudio.
Quando Dio ci creò, mise in noi capacità immense, inesauribili, con esigenze di pienezze quasi infinite, poiché ci creò per Sé per il suo possesso, per il suo gaudio.
Colui che più conosce Dio, più fame ne ha, poiché la sua vicinanza apre ansie come infinite di possederlo.
Odio il peccato, lo aborrisco e lo detesto con tutto il mio essere; ma il peccatore, perché è stato creato da Dio, fatto a sua immagine per partecipare di Lui e goderne, lo amo con tutta la mia anima. E tutta io, piena di compassione, gli grido: «Figlio, vieni alla Fonte dalla Vita, dove per mezzo dei Sacramenti ti sarà fatto partecipare del Dio vivente, uscendo così da quella morte in cui ti trovi, affinché tu sia felice qui e nell’Eternità, potendo dare a Dio la gloria che da te si aspettava...!».
Anima consacrata, predestinata, scelta e vezzeggiata per essere, nel seno della Chiesa, sale di vita, che, in maternità o paternità spirituale, come preconio d’amore, si effonda sulle altre anime…!
Oh, Chiesa mia!, tutta bella, adorna della stessa Divinità che ti penetra, ti satura, ti nobilita, innalzandoti con tale fecondità, che tu, Chiesa mia, sei lo stesso Verbo Incarnato che prorompendo in Parola e ardendo nello Spirito Santo esce dal seno del Padre. Questo è il tuo Capo regale, Chiesa mia!
Maria è un portento del potere di Dio. La Vergine è intrinsecamente ‘Nostra Signora della Incarnazione’, poiché per l’Incarnazione Dio la creò, facendo di Lei un prodigio della grazia in manifestazione raggiante dell’Onnipotente.
Gloria a Dio! È nato l'Emmanuele! Questa è la buona notizia del Natale, che la Santa Liturgia ci rende presente ogni anno. Vi proponiamo due pubblicazioni della Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia, che ci aiuteranno a penetrare e ad approfondire ancora di più questo Santo Mistero.
Avvento di Maria...! Madre...! Tu avevi il Verbo della Vita nel tuo seno per te, perché tu amassi Lui e perché Egli amasse te. Tu vivevi felice in quella intimità e in quella comunicazione con il Verbo infinito nelle tue viscere. Ma, partecipando della volontà divina, dimentica di te, ardevi in ansie terribili che quel Verbo, che era “saltato” dal seno del Padre al tuo seno, “saltasse” dal tuo seno agli uomini per consegnarcelo come Ostia che, offerta da te al Padre, fosse la nostra salvezza e santificazione.
Vigilia di Cristo Re…!
La mia anima si commuoveva
con idilli di tenerezze
che, in confidenza, facevano
ardere il mio spirito in braci,
poiché il mio Cristo vedevo
che si lamentava piangendo:
il mondo non conosceva
né il Padre eterno né Lui…!
Ti amo, Gesù, perché Tu sei tutto ciò che desidero e la mia unica ragione d’essere. Senza di Te, senza i miei tempi di tabernacolo appoggiata sul tuo petto, senza la vibrazione del midollo del mio spirito che mi tiene centrata solo e sempre nella ricerca instancabile della tua gloria, e senza la nostalgia del tuo incontro definitivo, che cosa sarebbe di me…?!