Scritto di

MADRE TRINIDAD DE LA SANTA MADRE IGLESIA,

del 28  septiembre 2001, intitolato:

IO HO FEDE

Io ho fede… E credo nell’unico Dio vero, Colui che si è in sé, da sé e per sé la sua stessa sussistenza eterna e sufficienza infinita; e nel suo unigenito Figlio Gesù Cristo, suo inviato, l’Unto di Jahvè, l’atteso dalle nazioni, Colui che è stato promesso ai nostri santi Padri e Colui che è stato agognato dai Profeti; «Dio da Dio, Luce da Luce», della stessa sostanza e natura del Padre e dello Spirito Santo.

E perciò, posso dire con l’Apostolo San Pao­lo: «Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita che vivo nella carne io la vivo nella fede nel Figlio di Dio che mi ha amato e ha dato se stesso per me».

Io ho fede… E «credo nello Spirito Santo, che procede dal Padre e dal Figlio, e con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato».

Un solo Dio e tre persone, uguali nel loro essere e diverse nelle loro persone.

E la mia vita di fede, piena di speranza e accesa nell’amore, mi fa conoscere, penetrare e assaporare questa ineffabile, meravigliosa e trascendente realtà, principio e fondamento di quella stessa fede che possiedo, e luce che rischiara tutti i misteri che essa contiene, e che a me sono stati manifestati in sapienza amorosa, specialmente dal 18 marzo 1959, affinché li comunichi, con il mandato: «Va’ e dillo…!»; «Questo è per tutti…!»

«Io so che Dio si è –scrivevo il 23 gennaio 1960–.

E lo so, senza sapere, nel suo eterno intendere; benché ciò che io so, Dio è, perché mi sono addentrata nel suo stesso sapere, e nel suo intendere lo so.

E anche se ciò che io so, Dio è, infinitamente rimango senza sapere ciò che Dio è, nel suo essersi essere; ma, solo il sapere che il mio Dio si è, mi lascia innamorata d’amore per Co­lui che È…

E come si è consolidata fortemente la mia fede al sapere che Dio è…!, perché questa è la radice della nostra fede: il sapere che Dio si è e come se lo è e il perché se lo è.

E se io conosco i dogmi senza sapere che Dio si è, e che Dio ha il suo essere in se stesso, tutto traballa, perché la ragione della mia fede si trova nel fatto che Dio si è

«Se il mio Dio non si fosse, nulla sarebbe, perché in Lui e per Lui, per mezzo del suo essere, “nel Verbo sono state fatte tutte le cose”, per mezzo e sotto l’impulso dello Spirito Santo».

Dio stesso, per un piano della sua infinita volontà su di me, innumerevoli volte mi ha portato al suo seno, perché sono Chiesa Cattolica, Apostolica e fondata sotto la Sede di Pietro, affinché uscissi a cantare a tutti, nella mia missione di Eco della Chiesa, la ricchezza essenziale della nostra vita di fede, ricevuta da questa Santa Madre.

Per questo il giorno 6 aprile 1959, come in tanti altri giorni di quel mese, e del mese precedente e di altri mesi successivi, davanti alla contemplazione del suo mistero, con forza irresistibile mi faceva esclamare:

«L’essere di Dio…, quel terribile essere di Dio, così infinito e terribile, in una maestà sovrana, in una terribilità terribile, in un’immensità schiacciante…; quell’essere così infinito e terribile!, è per essenza pace…, quiete…, silenzio… Tutta l’eternità in un silenzio inalterabile…, in una quiete incomprensibile per noi…!

Tutta la vita di Dio è un atto; un atto di essere infinito, fecondo!; e tanto infinitamente fecondo e infinito, che il Padre si contempla in un silenzio silenziosamente terribile… E il Ver­bo, che è la Canzone giubilante e amorosa dell’infinito Essere, esce, senza uscire, dal seno del Padre, e gli canta, in un grido di essere, tutto l’essere terribile, immenso e fecondo, in una sola e silenziosa Parola: una sola Parola che è tutto l’essere in Espressione… Sì, una sola e silenziosa Parola, una sola e amorosa Parola, una sola e inspiegabile Parola… Inspiegabile per noi, ma per Dio esplica senza nessun rumore e in un atto tutto l’essere infinito e terminato del Padre… È l’Espressione adeguata che esprime, in espressione perfetta e infinita, tutto l’essere senza principio e senza fine.

Questo Padre così fecondo, così silenzioso, così amoroso, che si contempla in una contemplazione interminabile e inincominciabile, dice a se stesso in un solo atto tutto il suo essere interminabile, in una sola Parola che gli esce dal tanto essere fecondo… E quella Parola è il Verbo, unica Espressione adeguata di Dio nel suo essere e nelle sue persone.

Lo Spirito Santo deve procedere dal Padre e dal Verbo, perché non c’è nulla in Dio Padre che non sia in Dio Figlio; e lo Spirito Santo è l’Amore personale che, scoppiando in un amore silenzioso dal seno del Padre e del Verbo, esce dal Padre come essere amoroso che ama il Verbo, e dal Verbo come essere amoroso che ama il Padre… Lo Spirito Santo è l’Amore che, scoppiando, esce dal Padre e dal Verbo in Per­sona-Amore.

Non c’è altro che una vita in tre persone, un solo essere che i Tre possiedono ugualmente. Nessuno dei Tre ha di più o di meno, o il suo essere è di più o di meno. Nessuno dei Tre è prima o dopo. Lo Spirito Santo non è dopo il Verbo o dopo il Padre. È l’Amore, l’Amore del Padre e del Verbo, che non è prima né dopo. Dio è un atto purissimo e infinito, e così perfetto e fecondo, da essere tutta la vita interminabile e feconda dell’adorabile Trinità. Non c’è altro che un Dio che, in un solo momento eterno, si contempla, canta e ama. Un Dio che, perché è Dio, non può essere in un altro modo. Sì, la vita di Dio…, l’unica vita…! Tutto ciò che non è Dio è morte…»

«E che gaudio…! E che gioia…! Come lo vedo…! Che gaudio ha Dio per il fatto di essersi Egli in se stesso Canzone di giubilo eterno…! Che gaudio ha la mia anima di vedere Dio come è…! Che gaudio…! Che gaudio…!»

«Melodie sacre sono gli attributi
che, nel suo essersi eterno, Dio stesso si è,
e in Lui sono idilli che prorompono
come in cascate di immenso potere.
Sa del Mistero la mia anima adorante…,
ascolta le note dell’Essersi nel suo essere…,
perché, entrando dentro le sue Sorgenti,
seppe, in sapienziali modi di vedere,
in quale modo sorge il Verbo dal seno del Padre,
come Parola eterna nel suo albeggiare.»
23-12-1975

E la conoscenza che mi dà la mia fede, rischiarata dai frutti, doni e carismi che lo Spirito Santo ha donato alla sua Chiesa, mi porta a partecipare della stessa vita di Dio; così posso chiamare il Dio tre volte Santo, il Dio altissimo e inaccessibile di infinita maestà: «mio Padre Dio», che arde nella necessità di introdurre i suoi figli nel suo seno di Padre, come Egli stesso incideva a fuoco nella mia anima e io esprimevo come potevo, con le mie povere e limitate espressioni, il giorno 25 marzo di quell’anno 1959:

«Dio vuole essere conosciuto e amato dai suoi figli… Dio vuole che entriamo nel suo seno, affinché conosciamo l’essere amoroso e caldo caldo di nostro Padre Dio…!»

«Dio è terribilmente infinito… Dio è un fuoco affettuoso che è paternità infinita. Guardate che Dio è Padre che vuol prendere tutte le anime e addentrarle nel suo seno…! E per questo il Verbo si fece Uomo: per cantarci la sua Can­zone e darci l’amore infinito che arde nel seno della Trinità…

[…] Guardate che quando parlo della Trinità ho bisogno di dire a tutti che Dio non è un Dio statico, di pietra; Dio si è la Vita che scoppia in essere, in perfezioni, in ricchezze, in bellezza, in attività familiare di Focolare intimo e infinito, in infinità infinita di gioia eterna…, in…, in…

[…] Com’è grande Dio…!, com’è pieno di giubilo…!, com’è Padre…!, com’è amore…!, com’è concerto di armonie cantato dal Verbo nella sua sola ed eterna Voce in espressione di fecondità…!

Tutti noi dobbiamo essere parola con Cristo che canti la sua Canzone eterna, perché siamo Chiesa… La mia vocazione, nel seno di questa Santa Madre, è introdurre tutti i figli di Dio nel seno caldo caldo della nostra Famiglia Divina… Che scoppio di perfezioni infinite sono i miei Tre…! Com’è terribile Dio in pienezza di vita…! Ecco, lo vedo!, e non posso dirlo… Ma il mio gaudio si trova nel sapere mio Padre così ricco, benché io non lo possieda nella sua Luce gaudiosa…»

«Dio mio, ché io ho bisogno di cantarti…, cantarti…, cantarti fino a morire dal tanto volerti cantare senza sapere…! Muoio perché ho bisogno di cantarti a tutte le anime… Cantarti…, cantarti senza fermarmi…!

Che tutti sappiano che Dio è amore! Che Dio è amore…! Che Dio è amore…! Amore infinito…! Che Dio è amore!!!»

«Che tutti vengano a conoscenza che Dio è amore!!! Amore che arde in desideri di comunicarsi alle anime. Ché Dio è amore infinito…! Vengano tutte le anime al grembo caldo caldo del Padre-Amore!!»

«Nessuno si spaventi di Dio…! Nessuno tremi di un Dio che è morto sulla croce per amore…! Si avvicinino al seno caldo caldo del Pa­dre…! Vadano alla fonte della Vita, che si trova nell’Eucaristia…! Vadano le anime e mangino il Verbo fatto carne!, perché se mangiano il Verbo Incarnato, fatto Pane per amore, vivranno della vita eterna nel seno di Dio. Perché dov’è il Verbo, lì è il Padre e lo Spirito Santo. E nel nostro seno piccolino e nel nostro essere piccolino, all’interno della nostra anima, si trova Dio, se siamo in grazia…»

Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia

Tema tratto dall’opuscolo nº17 della Collana: “Luce nella notte. Il mistero della fede dato in sapienza amorosa”.

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