Tratto dal libro: “FRUTTI DI PREGHIERA”,
di Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia.
XXII: RICERCA ED INCONTRO DI DIO
COME IL CERVO CHE RECLAMA LE SORGENTI DELLE ACQUE…
Colui che più conosce Dio, più fame ne ha, poiché la sua vicinanza apre ansie come infinite di possederlo. (1-12-77)
Quanto più possiedo l’Eterno, tanto più ne ho bisogno; e, perciò, i miei incontri con Gesù sono riempimenti di nostalgie ed aperture di nuove e reclamanti pienezze, che gemono in maggiori nostalgie di stare con Colui che amo. (11-5-76)
Il mio essere ha bisogno di te così urgentemente che, soltanto nel possesso e nella pienezza del tuo incontro, sarà felice e ricolmo nella sua capacità quasi infinita di possesso. (4-8-70)
Che sete nell’intelletto di penetrare nell’Essere! E quali nostalgie d’amore di possederlo…! (1-12-77)
Io voglio l’Essere tale e quale è, poiché Egli soltanto è il Tutto di cui ho bisogno; al di fuori di Lui c’è la notte, il freddo, la solitudine, la morte. Io voglio la Vita per la quale l’Amore infinito mi ha creato, acquistandomela con la sua morte. (12-9-75)
Solo in Dio riposa la mia ardente sete di felicità; per questo lo reclamo, come il cervo assetato le fonti del ruscello cristallino. (27-2-73)
Cerco la luce del Sole eterno, il calore delle sue braci, il fulgore dei suoi fuochi, le fiamme fiammeggianti dei suoi incandescenti vulcani; e cerco, al tempo stesso, la freschezza della sua brezza, il refrigerio delle sue fonti, la sazietà delle sue sorgenti, l’alimento dei suoi frutti e il contatto del suo amore. (6-3-73)
Le mie ansie sono amori, sospirando l’incontro felicissimo del Dio vivo. (22-11-72)
Quando cerco Dio, sento la nostalgia della sua vicinanza, perché lo necessito vicino e lo scopro nell’immensità infinita del suo essere. (2-10-72)
Cerco Colui che ho, in richieste segrete di una nuova pienezza che mi lanci all’eternità. (22-11-72)
Quanto più ho, tanto più ho bisogno; perché avere è desiderare, e desiderare è avere. (1-12-77)
Voglio inabissarmi tanto profondamente nella corrente divina della tua sorgente infinita, che si faccia in me «una fonte d’acqua viva che zampilla per la vita eterna». (28-6-62)
Quale pienezza e quale nostalgia! Nel cielo non avremo bisogno di nulla poiché avremo tutto. Quaggiù, poiché la capacità in fame di Dio è ogni giorno più grande, la nostra tortura è più agonizzante e piena di nostalgie. (10-8-75)
Dove sei, mio Signore, ché ti cerco e non ti trovo? Ché ti trovo e non mi sazia questo modo di averti sempre dietro fitti veli…! Dove sei, col tuo volto luminoso, senza ombre né attese di morte? Tu sai bene che ti cercherò dovunque Tu sia; non m’importa la vita o la morte, la croce o il gaudio. (13-11-74)
Ti cercherò nella notte e nel giorno, perché voglio te in te e per te; sapendo che soltanto si spegnerà la mia sete quando apparirà la tua Gloria, e che questa sarà il termine e il trionfo della mia croce. (5-11-75)
La mia anima cerca Dio nella gloria della sua luce, non per fuggire la croce, che sarebbe appartarmi da Cristo, ma per stare con Lui per sempre nel possesso della sua eterna perfezione. (15-10-74)
Ho bisogno di Dio tale e quale è, nella sussistenza infinita della sua eterna perfezione fluente in tre Persone. E per questo, bramo la saturazione dell’eternità con la completezza dei suoi possessi. (15-10-74)
Se vuoi che ti canti nella tua bellezza, che dica agli uomini i tuoi amori, devi mostrarmi il tuo volto sereno per poterti cantare, senza morire, le tue perfezioni infinite. (28-9-63)
Portami dietro alle tue eterne correnti, agli affluenti delle tue sorgenti sotterranee; dammi da bere lì, per spegnere la mia sete con la luce del tuo volto. (9-9-77)
OH, SE GLI UOMINI SI IMBATTESSERO NELLE VENE DELL’ETERNA SORGENTE…!
Dio è il gaudio della mia vita e il riempimento saturato delle mie insaziabili appetizioni. (17-10-72)
Io sono felice, perché ho trovato la vena ricchissima delle eterne Sorgenti dove bevo a fiotti, saziando, nell’infinita sapienza, la mia sete torturante di Dio… Ho però una pena profonda, profonda!, che mi trapassa lo spirito, per le «voci» dell’Amore infinito che mi dicono: Mostrami agli uomini, canta la tua canzone! (13-6-75)
Oh, se gli uomini assetati di felicità, di pienezza, di amore, di libertà, di giustizia e di pace, s’incontrassero con Colui che tutto è, con Colui che tutto ha, con Colui che tutto può, per l’assaporamento in possesso amoroso dell’Essere infinito…! (9-12-72)
La vita è nostalgia, e la nostalgia è l’appetizione di ciò in cui il nostro essere cerca di trovare la sua pienezza. (15-9-74)
Quale creatura, per quanto perfetta sia, potrà saturare le fami e saziare la sete che l’Essere infinito ha posto nel nostro cuore quando ci creò soltanto per possederlo? (14-9-74)
Vuoi trovare sapide esperienze di vita, per riempire le esigenze che hai impresse nel tuo essere…? Ciò che tu cerchi è Dio, nella pienezza infinita delle sue eterne perfezioni. (9-12-72)
Anima cara, chiunque tu sia, tu che cerchi sapide esperienze nel profondo del tuo cuore, non affannarti a trovarle là dove non sono; lanciati nella sorgente infinita dell’eterno Essere, e lì troverai, nelle sapienziali correnti della felicità eterna, ciò che cerchi senza sapere cosa è. (9-12-72)
Siamo stati creati per l’Infinito e, pertanto, soltanto in Lui potremo saziare le necessità quasi infinite che sentiamo d’amare e di essere felici. (26-11-62)
Chi placherà le nostre ansie di Dio? Solo Lui, con la luce scintillante dei suoi soli, prorompendo in splendori di infinita sapienza! (13-6-75)
Com’è grande il mistero divino dentro il mio cuore, che pienezza, che concerto d’amore, quali luminosità di gloria, che impregnamento di sapienza…! Oh, se l’uomo scoprisse, nella caverna della Sorgente aperta, la felicità soggiogatrice che Dio gli offre…! (9-12-72)
Quando cerchi l’assaporamento della felicità, il possesso dell’amore e la soddisfazione delle tue appetizioni, stai bramando Dio senza saperlo; e per questo, tutte le cose che non sono Lui, riescono soltanto a lasciarti nell’esperienza di un più profondo vuoto… (9-12-72)
Come si sta bene con Dio…! Se gli uomini lo sapessero, come correrebbero a saziare le loro fami e a calmare la loro sete alle sorgenti fluenti dal petto di Cristo! Ma non lo sanno e, per questo, cercano, senza trovare, la fonte della felicità in «cisterne screpolate» che possono soltanto inaridire le loro anime in torturante desolazione. (13-6-75)
Chi scopre l’Eterno lo cerca irremissibilmente, perché la felicità prodotta dalla sua vicinanza è così traboccante che riempie tutte le esigenze del cuore. Per questo, chi non lo cerca e non sente necessità di cercarlo, è perché non ha ancora saputo della sua prossimità amorosa. (18-8-73)
… NEL VUOTO DI UN ABISSO SENZA LUCE!
Il cuore umano s’impoverisce tanto nel perdere Dio, da giungere fino a non desiderarlo. (1-12-77)
Poveretto l’uomo che vive cercando la soddisfazione delle esigenze del suo cuore con le povertà delle cose di qua, nelle quali trova soltanto vuoto, delusione ed insoddisfazione…! (1-12-77)
La grande disgrazia dell’uomo non è soltanto non avere Dio, ma non rendersi neppure conto di quanto ne abbia bisogno. (23-1-69)
Dimmi, uomo creato per l’Infinito, hai gustato qualche volta cosa è Dio? Ancora no? Sei un fallito nella tua ragione d’essere! Lo hai gustato e te lo sei fatto scappare? Sei uno stolto! Puoi incontrarlo e non lo procuri? Sei un incosciente nella tua negligenza! (23-1-69)
Soltanto chi ha trovato la felicità in Dio, è in grado di comprendere la terribile disgrazia di chi non lo possiede. (1-12-77)
Quando gli uomini si separano dal sommo Bene, perdono la vera gioia, poiché soltanto nella pienezza del possesso dell’Infinito satureranno la sete di felicità e di perfezione che il Creatore ha posto nei loro cuori. (14-9-74)
L’unico senso della mia vita è Dio; per questo, la mia vita, senza Dio, non ha senso. (16-7-71)
L’anima che trova Dio, ha tutto; e quella che lo perde, nella misura della sua perdita, perde tutto. (19-4-67)
Quando il mio essere è in Dio, vive, giacché tutto ciò che non è Lui, è morte. (21-1-63)
L’anima, quando è in te, è nel suo centro; per questo, quando si separa da te, si sconcerta. (26-9-63)
La vita senza Dio è una attesa senza risposta; cercando sempre senza trovare e trovando amarezza da tutte le parti. (9-1-76)
L’Infinito è il mio tutto; per questo, quando lo posseggo, ho tutto e, quando lo perdo, resto nel vuoto dell’abisso senza luce. (5-10-66)
LA FELICITÀ CHE L’UOMO BRAMA È DIO
La felicità consiste nel tenere ricolme tutte le esigenze del nostro essere; e il mio spirito, sentendosi tutto intero adorazione in risposta amorosa, è completamente felice, perché vivo nella soddisfazione di tutte le appetizioni, aperte nel mio cuore davanti alla contemplazione del mistero di Dio in sé e nella sua donazione infinita d’amore agli uomini. (15-10-74)
Dio è in sé l’unica felicità posseduta in infinità; per questo, soltanto quando incontro Dio, sono felice. (23-1-69)
Quando il mio spirito si compiace soltanto in Dio e nella manifestazione della gloria del suo Nome, Egli gode di me e a me fa sperimentare me stessa come riposo del suo compiacimento; e, nel doppio aspetto di questa realtà, il mio spirito è profondamente felice. (15-10-74)
L’uomo è creato per la felicità, e per questo ha bisogno di dominare, che è possedere; e fino a quando non soddisfa tutte le sue esigenze, non è totalmente felice, perché non può esserlo avendo bisogno di più di quello che possiede. (10-2-68)
La nostra capacità di possedere la creazione è tanto grande quanto questa intera e, per questo, nella misura in cui la possediamo saremo felici rispetto alla stessa creazione. (10-2-68)
Il nostro bisogno di possedere le cose non è solo di averle, ma anche di tenerle intese, penetrate, intuite, in modo da essere capaci di dare ad esse il loro vero senso; e tutto questo, nella sicurezza di non poterle perdere. In questo consiste la nostra felicità rispetto alle cose. (10-2-68)
Quando l’anima è giunta a possedere in Dio tutte le cose, è felice. (10-2-68)
Solo nell’Essere può riposare colui che cerca di riempire il proprio fine perché Egli solo è l’infinita pienezza di cui lo spirito, assetato e creato per l’Eterno, ha bisogno. (20-11-66)
Colui che vive Dio, diventa Dio per partecipazione; e colui che si rivolta contro di Lui, diventa schiavo delle proprie passioni. Com’è grande l’uomo che riempie il suo fine, e com’è piccolo colui che si disinnesta dalla volontà divina! (15-10-74)
Quando incontrai Dio, colmai tutto il vuoto che, in sua assenza, aveva il mio cuore, e la mia tristezza mi si convertì in gaudio. (11-1-72)
Il vuoto delle creature mi venne riempito dalla vicinanza dell’Eterno nell’abbondanza dei suoi beni. (11-1-72)
Per soddisfare l’esigenza di vivere che sento, devo andare al seno infinito della Trinità, dove è la fonte della vita divina ed umana. (21-1-63)
Dio è la vita, e nella misura in cui lo si possiede, si vive. (7-5-76)
La suprema felicità consiste nel vivere di Colui che È; e ciò rende tanto come infinitamente felice, da non lasciare posto per gustare e appetire altra felicità. (18-12-60)
Quando incontrai Dio nella sua luce, possedei il Tutto nel suo tutto, divenendo, tutto ciò che non era in Lui, vuoto e tenebre. (1-12-77)
Come è grande trovare Dio! Che felicità possederlo…! Se gli uomini provassero la dolcezza del suo contatto si rivolgerebbero in risposta amorosa verso di Lui; la quale sarebbe, a sua volta, ridonazione comunicativa per i loro fratelli. (18-8-73)
Amore, se sapessero le anime la dolcezza infinita che sei per colui che, cercandoti veramente, ti trova, tutto sembrerebbe loro nulla per trovarti…! (1-2-64)
CHI CERCA DIO LO TROVA
Ogni volta che cerco Dio, lo trovo; ma ogni volta che non lo cerco, lo perdo. (29-1-73)
Come si consegna l’Amore all’anima che lo cerca…! In breve si incontrerà con il suo Amato per sempre. (11-11-63)
Signore, colui che nel cercarti s’imbatte nelle tue vene, si sazierà alle tue eterne sorgenti e saprà che sapore hai Tu. (12-4-67)
L’anima consegnata a Dio lo trova, Dio riposa in lei, e in ciò consiste il sommo gaudio e la vera gioia. (10-9-63)
Quando l’impeto dello Spirito Santo mi spinge a Lui, gli corro incontro per percepire la sua eterna ed infinita melodia; e, davanti alle sue «note» di fuoco lento, la mia anima rimane cauterizzata nella fiamma del suo essere, che mi spinge a vivere solo, solo!, del suo infinito concerto. (8-6-70)
Ormai ho trovato tutto ciò che cercavo, nella necessità assetata che ho impressa nel mio essere di felicità, di possesso, di libertà, di pienezza e di pace, di amare e di essere amata; e l’ho trovato nel possesso dell’infinito Essere, colmando tutte le nostalgie del mio cuore. (9-12-72)
Per incontrare Dio, bisogna cercarlo, e per cercarlo veramente, bisogna amarlo, e per amarlo bisogna conoscerlo. Come dici che lo ami, se non lo cerchi perché non lo conosci? (27-9-63)
Chi cerca Dio, lo trova; e chi trova Dio, ha tutto. Chi ha il Tutto, tutto gli dà contentezza, e tutto quello che non è il Tutto per lui è nulla; davanti al nulla, si spaventa e, davanti al Tutto, sviene di amore. (1-3-61)
Io cerco Dio, e lo troverò nel modo in cui gli piacerà darmisi. Sarà donazione d’amore il suo passo in Bacio di Spirito Santo, o sarà richiesta sanguinante per il mio spirito? Dio mi chiama ed io corro da Lui; il resto non importa. (30-9-74)
PERDERSI PER TROVARLO
Dal tanto cercare Dio, persi le vie; l’Amore mi lanciò nella corrente divina del suo impeto saporoso, e, nella profondità profonda dell’eterna Sapienza, non avendo nulla, incontrai il Tutto. (18-12-60)
Spinta nella corrente divina dell’eterna Sapienza, mi persi, e, lanciata nell’impeto dell’amore, mi trovai con i miei Tre nella profondità silenziosa del loro essere. (25-3-61)
Quando mi persi a tutto, mi trovai col Tutto del tutto, e in Lui tornai a ritrovarmi, essendo il mio tutto il Tutto. (18-12-60)
Il giorno in cui ti conobbi, lasciai tutto e mi lanciai alla tua ricerca, impazzita d’amore; e questo stesso amore s’inabissò nel tuo Amore, facendo del mio amore il tuo Amore. (18-12-60)
Con la perdita delle cose create, si fa il vuoto nell’anima, che si riempie col possesso dell’Infinito; per cui perdersi è trovarsi, dando la sua vera ragione d’essere al nostro esistere. (3-2-76)
Quando persi me, trovai te; quando però tentai di trovarmi di nuovo, ti persi. (18-12-60)
Dio ha bisogno di una donazione totale in un oblio completo di tutto ciò che non sia puramente Lui; ma fin quando non lo cercherai per Lui stesso, senza di te, non lo troverai del tutto, né tu ti troverai del tutto in Lui. Cercalo per il cammino dell’amore ed aspettalo, perché al Signore piace farsi desiderare da coloro che ama. (6-1-64)
Come costa vedere tante persone consacrate, rese schiave da cose piccole che impediscono loro di trovarsi a pieno con Dio…! Non sentiranno la voce del Signore, che chiede tutto? Il fatto è che non lo ascoltano! Infatti, come perderebbero tanto per nulla se lo sapessero? (3-2-76)
L’Amore sta desiderando trovare anime in cui riposare… Vivi rivolto soltanto a Lui, rispondendo così a Colui che, per te, rivolto al Padre, per darti il suo amore, si è offerto in un oblio completo di se stesso. (6-1-64)
Non guardarti, donati al Signore, cercalo con fiducia ed amore; dì sì a ciò che tanto ti costa e che Egli tanto ti chiede. (6-1-64)
Dio ti chiede tutto quando ti si dà; dagli tutto perché ti si dia. (27-1-64)
Nel trascorrere delle cose, queste ci gridano: Io non sono Dio, corri da Lui! E nella ricerca instancabile di colui che amiamo, andiamo lasciando tutto indietro per incontrarlo. (10-8-75)
Quando il Signore mi dà fervore e mi immergo in Lui, sento il bisogno di lasciare ciò che è umano per vivere dell’Infinito; per questo, per trovarlo quando non lo percepisco, devo lasciare tutto quello che, quando lo avevo, mi disturbava. (27-1-64)
Ogni volta che sei occupato in te, non sei occupato in Dio; e ogni volta che cerchi te, non stai cercando Dio. (18-12-60)
Quando mi guardo ti perdo; e quando ti guardo mi perdo e trovo te che sei il Tutto nel mio nulla. (18-12-60)
Perché molte volte, cercando Dio, non lo si trova? Perché non lo si cerca secondo il modo di Dio ma secondo il nostro egoismo; per cui Egli si nasconde per purificare il nostro amore. (29-1-73)
ALL’AMORE PIACE ESSERE CERCATO DA COLORO CHE EGLI AMA
Quando Dio si occulta, è affinché tu lo cerchi e lo aspetti mentre Egli fa in te la sua opera purificatrice d’amore. (19-4-67)
All’Amore piace che l’anima lo cerchi e lo aspetti. A questa costa aspettare e cercarlo; l’Amore si nasconde, l’anima si stanca perché non sa d’amore; e questo, per il cuore di Cristo innamorato, è un grande motivo di dolore. (11-1-67)
Quando il Signore si occulta, io lo cerco come il cervo le acque del ruscello cristallino. Più Egli si nasconde, più io lo cerco, fino a quando non arrivi ad imbattermi in Lui. E allora… Oh, che grande festa nel Seno-Amore, nel seno profondo del Genitore! (27-4-67)
Se l’Amore ci si desse sempre quando incominciamo a cercarlo, come gli dimostreremmo di amarlo? (11-1-67)
Quando Gesù si occulta è l’occasione migliore per manifestargli il mio amore cercandolo. (8-3-67)
All’Amore piace essere cercato da coloro che ama, e colui che ama non si stanca di cercare l’Amore. Perché tu ti stanchi così presto? (11-1-67)
Non ti stancare, anima cara, d’attendere Colui che sempre ti ama, perché ora si nasconde; presto vedrai la sua luce. (7-3-67)
L’anima che perde Dio, con Lui perde tutto, e non trova più consolazione in nessun posto fino a quando non lo ritroverà. (21-3-67)
Quando trovo Dio sono felice nella pienezza della vicinanza del suo possesso; ma quando Egli si occulta, reclamo come il cervo assetato le acque del ruscello cristallino. (17-7-75)
Quando credi di aver perduto Dio, cercalo instancabilmente, ché a Lui piace essere cercato da coloro che ama. (6-3-67)
L’amore di Dio non resiste a vedere soffrire la persona amata; per questo, se lo cerchi veramente, sempre lo trovi, sebbene sia fra ombre. L’Amore è così! (29-1-73)
Il tuo amore sempre ci sta aspettando; ma lo stesso amore che tu hai per noi, a volte ci fa aspettare il tuo incontro, per purificare il nostro amore nel cercarti. (5-11-75)
Anima amata, Dio ti ama e ti aspetta cercandoti instancabilmente; che gioia! (5-10-66)
Cerca Dio solo per Lui, e lo troverai come lo cerchi, poiché la vita spirituale consiste nel vivere di Dio in pura fede. (24-4-67)
Non ti stancare, anima mia, d’aspettare! Altri si stancarono e albeggiò su di essi nel loro torpore quando era già tardi… Tu sei ancora in tempo. (8-3-67)
Quando sarà passata questa notte e risplenderà lo sguardo di Gesù in gaudiosa trasparenza, carico di promesse d’amore, come saremo felici! Nel frattempo procuriamo di cercare questo sguardo per la molta fedeltà della nostra vita nei piccoli dettagli d’amore. Per colui che ama tutto è possibile. (4-10-77)
In attese di Dio mi consumo, perché la sua voce amica è, dentro il mio cuore, richiesta amorosa che mi invita a cercarlo instancabilmente. (9-12-72)
È Dio che ci chiama a sé con grida di ansimanti nostalgie! Spicchiamo il volo sulle ali dello Spirito Santo, per salire liberamente fino alle eterne regioni dell’Amore infinito. (19-4-77)
QUANDO DIO È VICINO…
Silenzio in nostalgie d’attesa… Dio è vicino! (9-12-72)
Quando il petto ferito si sente immergere nella profondità profonda del suo essere e sperimenta un assaporamento d’intimità gaudiosa, Dio è vicino. (9-12-72)
Quando la nostalgia, in appetizioni di un al di là, avvolge i cammini della vita e li lascia come alieni dalle cose esteriori, Dio è vicino. (9-12-72)
Dio è vicino; e ciò, saputo dall’anima in saporosa intimità, è assai dolce. (3-12-77)
Che dolcezza di pace dà la vicinanza saporosa di Gesù…! (21-10-74)
Quando Dio s’avvicina, lo spirito si dilata, l’essere riposa, l’amore pervade tutto, il sacrificio è dolcezza e la speranza è nostalgia. (9-12-72)
La vicinanza di Dio riempie lo spirito con l’invasione del suo essere, e l’essere piccolino, palpitante e gaudioso al contatto del Dio vivo, si sente sommerso in esperienze vicine di eternità. (9-12-72)
Quale amore si accende nel midollo dello spirito, quando si sperimenta che il Maestro è lì e ti chiama…! (3-12-77)
Quando il midollo dell’essere vive profonde vastità di amore, di tenerezza, di rispetto e necessità di adorare, Dio è vicino. (9-12-72)
La vicinanza di Dio è segreto, è mistero, è dolcezza, è silenzio, è nostalgia, è malinconia che, in teneri incanti, invita ad adorare l’Eterno. (9-12-72)
PIENEZZA E GAUDIO DELL’INCONTRO
Colui che è e colei che non è si incontrano nell’Amore infinito dello Spirito Santo. Dolce incontro di inspiegabile realtà…! Mistero…, silenzio…, adorazione…, Dio passa e si imprime, dandosi. (8-1-75)
Quanto è espressivo il silenzio che ci pervade nell’incontro con Dio! (27-2-73)
Signore, come sono ricolme le tue infinite capacità…! E per questo, che pienezza quella del mio essere, creato per essere saturato dalla tua eterna perfezione! (17-10-72)
Dio riempie il mio essere e la mia sete con il torrente delle sue sorgenti. (22-11-72)
Trovai quello che cercavo quando scoprii gli astri radianti del Sole eterno, nelle mie ansie d’essere e possedere. (27-2-73)
Ho tutto, perché Dio, che è il mio Tutto, è mio con tutto quanto è, vive e possiede, perché io lo goda, lo viva e lo possegga. Che altro posso desiderare? (4-9-74)
Dio mio, così dentro di me sei penetrato, che dovrei strapparmi l’anima prima di strappare da essa il tuo Nome. (2-10-59)
Quando si sperimenta Dio dentro, le caverne dello spirito s’impregnano di un assaporamento che invita al silenzio, al rispetto, alla lontananza da tutto ciò che è creato e all’adorazione. (9-12-72)
Dio è la mia fonte; in Lui le mie caverne si saziano, i miei ardori si refrigerano, la mia vita si riempie, il mio essere ansimante ha trovato tutto nella sua infinita ed eterna Sorgente. (29-6-70)
Colui che trova l’Infinito ha trovato tutto, e comprende, con la sapienza divina, la distanza infinita che esiste tra la creatura ed il Creatore, tra Colui che È e quello che non è; per questo, non trova riposo al di fuori di quello che ha in Dio, che è, a sua volta, comunicazione amorosa a quanti lo circondano. (18-8-73)
Il giorno in cui trovai Dio, con Lui trovai tutto; e nel suo riempimento aspetto soltanto il giorno luminoso del mio totale e definitivo possesso. (24-7-70)
La solitudine del bosco…, il mormorio del mare…, il silenzio del Tabernacolo…, ci portano all’incontro dell’Essere, per percepire le infinite voci dell’Eterno nel suo concerto di sapienziale sapienza amorosa. (3-2-76)
Quando nei miei tempi di orazione silenziosa, la mia anima si sente portata lontano, in perdita di tutto ciò che è di qua e va rimanendo nel vuoto, sperimenta come che si va liberando da tutto ciò che non è, e comincia a riempirsi dell’Essere in silenziosa ascensione ed in pienezza gaudiosa dell’Infinito. E questo sì che è essere possessore del supremo ed unico Bene! (3-2-76)
Come si riempie e si allarga il cuore con Dio…! E come si affatica con le creature…! Quanto più lo si ha, tanto più lo si brama, perché la sua vicinanza apre ansie come infinite di possederlo. (17-7-75)
Dio è la luce dei miei giorni e il riposo delle mie notti; con Lui vivo nella completezza dei figli di Dio; per questo sono felice. (11-1-72)
Come sono felice così con Dio presso il nostro tabernacolo…! Quale pienezza e quali nostalgie, quali incontri e quali ricerche! Ho bisogno di Lui anche se lo ho; il mio spirito trabocca in pienezze di Colui che amo, e ardo in ansie di nuove ed inedite pienezze. (1-12-77)
IL PASSO DI DIO
Il passo dell’Immenso sull’anima si percepisce quale esercito che, in miriadi di imponente forza, dicono, col loro impeto assoggettatore, sibilo delicato di soavità silenziosa in profondità abissale di unione trinitaria. (28-6-62)
Silenzio!, ché passa l’Amore per l’anima della sposa nel suo tacito dire di soavità infinita. (28-6-62)
Il rumore del tuo passo nella mia anima mi suona come un sibilo delicato d’unzione sacra che, dicendomi cuore di Padre, mi sa di eternità. (28-6-62)
Come è grande sentirsi sposa dello Spirito Santo! Non c’è nulla di paragonabile, poiché è così delicato il suo tocco, da essere assaporamento profondo di eternità. (18-9-74)
Quando nel suo passare o posarsi Dio attua incandescentemente nel midollo dello spirito, si percepisce il calore del suo fuoco: «Le tue guance sono come la melagrana, arrossite dal bacio della bocca di Jahvè». 11-5-76)
Dio passa o si posa. E l’anima abituata al suo passare e al suo posarsi, lo sente venire; e questo sentirlo agita il suo spirito in amore di accoglienza… È il suo Amato che viene, come il cerbiatto, correndo per i monti di Galaad, a visitare la sua amata; ed essa s’infiamma con la vicinanza del suo passo. (11-5-76)
La richiesta dell’Eterno al mio essere è come fuoco divorante che mi spinge a fare ciò che devo fare e a dire ciò che devo dire. (30-9-74)
Dio si è il Dio terribile che, quando si lancia nell’anima per operare in essa con la prova, la polverizza, purificandola con la sua mano potente. (7-4-67)
Come è buono sentire l’Immenso nell’anima, anche se la spezzetta per immolarla! Ma, com’è buono Dio sempre! (7-4-67)
L’Amore bacia nell’intimo dello spirito. Silenzio… e verso dentro, ché l’Amore passa con tocco di divinità…! Com’è profondo, com’è dolce, com’è tenero, com’è cauterizzante, com’è penetrante, com’è infinito e com’è eterno lo Spirito Santo…! (15-2-76)
Il tocco dello Spirito Santo è ansie di eternità, desideri di perfezione, urgenze dell’Infinito, ricerca del Bene amato. (7-4-67)
Com’è dolce sentirsi baciata da Dio nella sostanza dell’anima, in silenzio! (17-3-63)
All’ombra accogliente dello Sguardo del Padre, accoccolati dall’Amore infinito dello Spirito Santo che ci avvolge e penetra con la sua brezza silenziosa, e fatti uno con il Verbo Incarnato, essendo con Lui Parola viva che esprime Dio allo stesso Dio e agli uomini…, come si sta bene! (27-2-76)
IL «RESPIRARE» DEL DIO VIVO NELLA PROFONDITÀ DELL’ANIMA
L’uomo che non ha assaporato Dio lo crede lontano perché mai seppe della sua compagnia; e come lo crede, lo comunica, disorientando gli altri. (22-6-68)
Chi ha gustato Dio sa che è più vicino di se stesso, perché lo ha percepito nel midollo dello spirito; e anche se a volte non lo sente, conosce, in un sapere che è vita, che Dio dimora dentro di noi stessi. Questo è sapere Dio o di Dio; il resto sono idee fredde che lo rendono lontano ed estraneo. (22-6-68)
Com’è sacro sapere, in assaporamento di silenzio, che l’eterno Essente è in noi e noi in Lui, per la partecipazione di quanto è nella nostra anima piccolina! (31-3-75)
Dio è per me il Dio vivo; tanto che percepisco il suo «respirare» dentro la mia anima. (3-10-74)
Sento Dio come «respirante» dentro di me, e in tale maniera lo percepisco, che, se io non avessi mai sentito parlare di Dio, crederei in Lui e saprei d’averlo dentro, perché sento il suo «respirare» nel mio midollo spirituale in vita ansimante di attuazione amorosa. (3-10-74)
Che dolce mistero avere l’Amore sempre così vicino, sentire il «respirare» del suo petto, e la carezza accogliente del suo profondo sguardo pieno di misteri comunicativi, che sono donazione in richiesta di risposta. Poiché Dio chiede, a colui al quale si dà, risposta alla sua donazione. (25-4-75)
Con la tua destra mi ti mostri e con la sinistra mi sostieni; mostrati a me, Signore, ché svengo d’amore! Voglio sentire la tua voce e vedere il tuo volto, voglio ascoltare il palpitare del tuo petto… Voglio percepire il «respirare» del tuo esserti vita nella profondità della tua coeterna comunicazione… (17-7-75)
Dio «respira» nel recondito profondo dello spirito, essendo il Dio vivo e vivente che quietamente riposa nel nostro intimo. (4-10-74)
Com’è dolce sentire il «respirare» dell’Eterno nella profondità dell’anima o nel mio quieto tabernacolo! Sentire il suo «respirare» è mistero d’incontro, è sapere, tra veli, del Dio vivo. (3-10-74)















