Brevi frasi e paragrafi, frutto spontaneo di tempi di preghiera

MADRE TRINIDAD DE LA SANTA MADRE IGLESIA

IL NOSTRO DIO VICINO

PREGARE È…

1.176. Pregare è fare silenzio per percepire l’Amore. (17-3-63)

1.177. Pregare non è precisamente fare molto interiormente, ma cercare di smettere di fare in modo umano, perché il Signore faccia in modo divino. (17-3-63)

1.178. Pregare è cercare di svuotarsi di tutto ciò che è di quaggiù, perché Dio ci riempia di ciò che è di lassù. (17-3-63)

1.179. Pregare è amare l’Amore, o cercare di amarlo nella forma che tu meglio sappia e possa. (17-3-63)

1.180. Pregare è accompagnare Gesù nella sua solitudine e godere nel suo gaudio. (17-3-63)

1.181. Pregare è adorare nel silenzio, in prostrazione totale, davanti alla maestà dell’Eterno. (17-3-63)

1.182. Pregare è stare con l’Amore, perché a Lui piace essere accompagnato da coloro che ama. (17-3-63)

1.183. Orare è cercare d’esercitare il tuo sacerdozio «fra il vestibolo e l’altare». (17-3-63)

1.184. La preghiera è l’appuntamento che Dio dà all’anima per dirle il suo mistero saporoso d’amore eterno; e colui che non si reca ad esso, non riceve la vita divina che viene data a coloro che, ¬appoggiati sul petto del Maestro, apprendono il segreto intimo che il Discepolo amato captò nel suo appuntamento d’amore.
(11-11-63)

1.185. Un tempo di preghiera è comunicazione di sapienza divina, inserimento nei piani eterni, riconoscimento del nostro nulla, adorazione dell’Immenso e richiesta a Colui che tutto può. (18-8-73)

1.186. Andare a pregare è così semplice come andare a mangiare. Alcuni giorni il cibo è saporito, altri è insipido; certe volte si ha appetito, altre inappetenza; sempre però andiamo a mangiare, per nutrire il nostro corpo con l’alimento che ci dà la vita. L’orazione è il nutrimento dell’anima, giacché in essa ci si dà la Vita nei modi diversi della sua donazione o della sua comunicazione. Colui che non mangia muore, e colui che non prega, pure! (18-8-73)

1.187. Un tempo di preghiera in aridità è come un tempo con Gesù nel Getsemani, così come una preghiera gustosa è stare con Gesù sul Tabor. In tutte e due le occasioni, stiamo con Lui. E quando è più amore…? Per questo non andartene dall’orazione quando senti il brivido del Calvario, la solitudine della morte di Cristo o l’abbandono del Getsemani, ché lì c’è Gesù. Cercalo dove sta e come sta, ché se perseveri, come gli Apostoli nella Pentecoste, alla fine lo troverai. (18-8-73)

1.188. Pregare è amare. Per questo colui che ama, prega; poiché nella preghiera, riposano l’amore e l’Amato. (18-8-73)

1.189. Pregare, per me, è starmene sola con Dio; e quando più sto con Lui, più brame di possederlo mi vengono. (9-10-74)

1.190. Ci sono delle volte in cui la preghiera è soltanto sopportare che si compia il tempo segnalato, perché per quanto ci si sforzi, non ci viene neppure un buon pensiero. Anima cara, questo, oltre ad essere preghiera, è sacrificio che compiace il Signore grandemente, poiché Egli non guarda il nostro fervore, ma la nostra buona volontà. (16-4-67)


1.191. Quando non puoi fare nulla nella preghiera, resisti, che il Signore verrà quando meno te lo aspetti.
(16-4-67)

1.192. Pregare è startene con il Signore come puoi, purché tu faccia il possibile da parte tua per stare in sua compagnia. (11-4-67)

1.193. Quando nella tua preghiera non puoi fare nulla, cerca di startene col Signore il tempo che gli hai promesso, poiché Egli non guarda il fervore o il modo con cui ci stai, ma lo sforzo della tua volontà, che è amore. (11-4-67)

1.194. Quando nella preghiera non ti serva la lettura né alcun’altra considerazione o atto per entrare in raccoglimento, ma sei sbadato e distratto, offri al Signore queste stesse distrazioni, procura di startene in sua compagnia, ma senza violenza; ed abbi pace, ché il Signore è con te. (11-4-67)

1.195. Quando nella preghiera percepisci di stare con il Signore e ti senti bene in questo «non far nulla» amoroso, non ti preoccupare, ché la tua preghiera è molto buona. (11-4-67)

1.196. Se nella preghiera non puoi stare in silenzio, né leggere, né pensare… perché sei distratto, cerca di scacciare soavemente le distrazioni, e sopporta il tuo tempo di preghiera come puoi, ché così dimostri al Signore d’amarlo, ed Egli riposa e gode in te. (11-4-67)

1.197. Pregare è ascoltare l’Amato come Egli ci si voglia dire, nella luce o nelle tenebre… Ascoltalo e aspettalo, ché il Signore verrà anche se ora si nasconde. (16-4-67)

1.198. Signore, ti vedo solo, perché, perfino noi che stiamo con te, non viviamo per i tuoi problemi, ma per i nostri, che oggi ci soffocano e domani non sono più, lasciandoti solo con le tue realtà eterne e permanenti… Signore, io voglio stare con te! (25-10-68)

1.199. Oggi la mia preghiera è stare, senza nient’altro, dinanzi al Signore; è la cosa più grande che posso fare: stare con Dio come Egli vuole. (13-1-73)

1.200. Mi piace essere in aridità nella preghiera perché, quando ho terminato, ho fatto quello che dovevo fare, senza aver cercato altro che questo. (13-1-73)

1.201. L’immolazione dell’orazione, a volte, consiste nel compierla tutto il tempo senza lasciare un minuto; quest’ultimo minuto suole essere il più prezioso, perché è quello che costa di più. (13-1-73)

1.202. Quanto vale l’ultimo minuto dell’orazione! E, quante volte non lo facciamo per non saper consumare la nostra orazione nei giorni duri! (13-1-73)

1.203. «Il Signore è qui e ti chiama»; verso dentro, non farlo aspettare! Fa’ silenzio per ascoltare il lamento del suo amore nel tuo intimo, che ti reclama in dolci e profonde nostalgie. (18-1-77)

1.204. Gesù, ho tanto da dirti, che, inabissata nel tuo silenzio, ti dico la mia anima in una profonda adorazione. (18-3-63)

1.205. Quando né sai né puoi pregare, entra nel tuo intimo e, in silenzio, adora la Trinità che vive la sua vita in te. (8-3-67)

NECESSITÀ DI PREGARE

1.206. La preghiera è tanto necessaria per l’uomo, quanto gli è necessario trovare Dio; è il mezzo principale per trovarlo e, chi non lo cerca in essa, difficilmente lo troverà. (18-8-73)

1.207. C’è chi dice che ha trovato Dio, e non sente il bisogno di pregare, né di mettersi in contatto con il Bene trovato, per vivere nell’assaporamento della sua vicinanza. Chi dice questo dice delle fanfaronate; non sa quello che ha tra le mani. (18-8-73)

1.208. Quando l’uomo scopre l’amore, cerca la comagnia della persona amata. Come è possibile che colui che scopre l’Amore infinito non senta la necessità di stare con Lui dei lunghi momenti, nel silenzio del suo contatto, per amare ed essere amato? (18-8-73)

1.209. La preghiera è l’idillio amoroso fra Dio e l’anima. Come possiamo dire di amare Dio, se non cerchiamo insaziabilmente dei momenti d’intimità e di comunicazione con Lui? (18-8-73)

1.210. Quando non prego, sto fra la vita e la morte, come un pesce fuor d’acqua, ed è allora che più fortemente sospiro l’Eternità… Amore, mostrati a me! (27-9-63)

1.211. Senti il bisogno di dar vita alle anime? Prega e riempiti della vita che il Verbo oggi, nel Tabernacolo e nella tua anima, vuole comunicarti; poiché, se non fai così, deludi Dio non ascoltandolo, e le anime, non avendo cosa dare loro. (15-10-63)

1.212. Hai bisogno di dare vita e non ti metti a ricevere la vita dalla Vita…? Dove andrai a prendere la vita per comunicarla? (15-10-63)

1.213. Ogni giorno il Signore ha qualcosa di nuovo da insegnarti; per questo, il giorno che, per trascuratezza, non ti rechi al suo appuntamento d’amore, la tua anima perde sapienza divina. (11-11-63)

1.214. All’Amore piace stare con coloro che ama; per questo, cerca di startene con Lui tutto il tempo che puoi. (6-1-64)

1.215. Una sola Parola dice il Padre, ed è il suo Verbo; una sola Parola ha da dire oggi a te nella tua anima sacerdotale, ed è il Verbo; ma ha bisogno che tu lo ascolti perché, facendoti simile a Lui, tu prorompa manifestando il segreto che questa Parola infinita comunica all’anima nel silenzio della preghiera. (1-2-64)

1.216. Nella misura in cui preghi sarai fecondo; il Signore vuole di più orazione che azione; e l’azione sempre come frutto dell’orazione. (1-2-64)

1.217. Nella misura in cui preghi, Dio farà la sua opera santificatrice in te, e nella stessa misura la farà attraverso di te verso fuori nelle anime che ti sono affidate. (1-2-64)

1.218. L’uomo che non sa di preghiera non sa di Dio con sapere –di «assaporare»–, che è il più elevato sapere, sebbene si esaurisca negli impegni apostolici. (24-9-66)

1.219. Vuoi sapere come vai nella tua vita di pietà? Guarda quanti desideri di pregare senti. Ti pesa la preghiera? Brutto segno! Aneli ad essa? Troverai Dio, se soddisfi il tuo desiderio. (24-9-66)

1.220. Molti uomini che si gloriano di essere cristiani hanno perduto il contatto con Dio nell’Eucaristia, nelle loro anime e nel mondo. Per questo, il confusionismo c’invade. (4-7-69)

1.221. Ho bisogno del silenzio del Tabernacolo più che l’assetato delle acque del cristallino ruscello!
(11-3-75)

1.222. Per vivere e non morire, cantando e raccontando le gesta del Signore, ho bisogno di pregare…, pregare…, pregare!, immersa nel silenzio profondo dei vibranti concerti dell’Amore, nel recondito del mio spirito riarso in ansie del volto del Dio vivo, al quale tendo con forza irresistibile. (11-3-75)

1.223. Il Signore ti parla, con carità eterna, sulla croce, nell’Eucaristia e nella tua anima. Ascoltalo, perché tu sappia di vita eterna. (1-2-64)

IMPORTANZA ED EFFICACIA DELL’ORAZIONE

1.224. Chi ha scoperto la scienza di pregare ha trovato la felicità, perché nell’orazione si scopre Dio, che è il riempimento di tutte le capacità dell’essere creato per possedere l’Infinito. (18-11-68)

1.225. Gli uomini che si credono sapienti, raramente fra di loro sono d’accordo. L’uomo di preghiera, al contrario, va pensando secondo Dio e, per questo, s’intende con coloro che, come lui, pregano; perché, appoggiati sul criterio divino, trovano la pace, la sicurezza, la stabilità che li fa prorompere in gaudio di mutuo accordo. (18-11-68)

1.226. Se due uomini di preghiera non sono essenzialmente d’accordo è perché uno dei due non ha trovato, benché preghi, la scienza di pregare; giacché Dio è l’Inalterabile, che pensa sempre allo stesso modo, e si comunica com’è a colui che veramente lo cerca. (18-11-68)

1.227. Signore, insegnami a pregare per captare il tuo pensiero così da non sbagliarmi né da fare sbagliare gli altri. (18-11-68)

1.228. Dio vuole molte cose riguardo a noi, che non realizza perché, nella sua volontà redentrice, le ha volute sottomettere all’influenza della nostra orazione; per cui, pur essendo cose buone e convenienti per noi, se non gliele chiediamo, molte volte restano irrealizzate. (6-12-73)

1.229. Dio può fare tutto da sé solo, senza aver bisogno di noi per niente; ma, dal momento che volle associarci a sé, fece dipendere molte cose dal nostro modo d’essere ed agire e, ancor più, dalla richiesta della nostra preghiera. (6-12-73)

1.230. Quante cose buone Dio vuole per noi, che non ci concede perché non gliele chiediamo! «Chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto». (6-12-73)

1.231. Il principale atteggiamento della mia anima, il mio più fecondo apostolato, il modo di compiacere di più a Dio: pregare, pregare, pregare… (10-12-64)

1.232. Tutto l’impegno del demonio è toglierci il tempo dell’orazione in qualunque modo, perché questa è l’alimento dell’anima. (14-4-67)

1.233. Colui che riesca a centrare se stesso rispetto alla sua vita di orazione corre sulla via della perfezione. (14-4-67)

1.234. Tutto l’impegno del nemico è farti lasciare l’orazione, poiché in essa si trova la vittoria della tua anima. Sii costante nei tuoi momenti con Dio e vincerai tutte le difficoltà. (17-4-67)

1.235. Nella misura in cui prego, mi si dà l’Amore; pertanto, se non prego, grande ricchezza perdo. (1-2-64)

1.236. Prega senza stancarti, anima amata, che, nella orazione, Dio si dà a coloro che perseverano nella ricerca del suo incontro. (18-8-73)

1.237. Le mie ore di Tabernacolo sono vita, sono gloria, sono fecondità; poiché quando prego glorifico Dio, comunico vita alle anime e ricolmo le mie ansie di Chiesa. Per questo cerco la preghiera. (19-3-73)

1.238. La preghiera del cristiano è la calamita irresistibile che fa sgorgare dal petto di Dio sorgenti abbondantissime di grazie e misericordie per tutti gli uomini. (6-12-73)

1.239. Quando l’uomo prega, si mette in contatto con Dio, e Dio, compiaciuto, si effonde in donazione amorosa. (6-12-73)

1.240. Se prego, posso tutto; se no, svengo nella debolezza delle mie proprie forze. (6-12-73)

1.241. Per l’uomo che prega, tutto è possibile con il potere infinito di colui che tutto può; per colui che non prega, nella fiacchezza della sua forza, tutto svanisce. (6-12-73)

1.242. So che, quando sto dinanzi a Dio, il mio potere non ha limiti, e Dio riposa piacevolmente nella mia anima in questo paese di solitudine e di disamore. Quanto possiamo noi uomini quando preghiamo! (3-10-74)

1.243. L’orazione abbraccia tutto nel circolo del suo ambito, perché l’anima, fatta una cosa con l’Infinito, partecipa della perfezione onnicomprensiva dello stesso Dio e possiede i suoi diversi attributi, essendo potente con il suo potere, forte con la sua fortezza… (3-10-74)

1.244. Serve più alla gloria di Dio e al bene dell’anima un’ora di preghiera in secchezza, cercando come compiacere il Signore, che molte ore di consolazioni, perché nella prima si mostra più puro amore. (11-4-67)

1.245. Fare preghiera non è stare in consolazione, ma stare con Dio come si può, cercando però di dargli più gloria. (11-4-67)

NELLA PREGHIERA SI APPRENDE DIO E SI CONOSCONO I SUOI PIANI

1.246. La vita di orazione sarà quella che ci introdurrà dentro il seno divino, dove percepiremo il dire eterno di Dio nel nostro intimo, giacché l’orazione è l’appuntamento di Dio con l’anima. (12-11-63)

1.247. Quando l’anima resta in pace e in preghiera profonda, la Parola del Padre, nel suo eterno silenzio, le viene detta nell’amore dello Spirito Santo. (1-2-64)

1.248. Nell’assaporamento dell’orazione silente, quando l’anima sacerdotale sta amando Colui che ama, percepisce il mistero che, nel suo sacro silenzio, l’Essere infinito si è fluendo in tre divine Persone. (5-10-64)

1.249. Se prego, ascolto ciò che racchiudono le profondità dell’Essere nel mistero delle sue contenzioni, senza nessun concetto che prorompa in parola. (15-9-74)

1.250. Non c’è felicità più grande della vicinanza della Felicità infinita, e questa mi si dà nell’orazione; perciò, quando non prego, mi allontano dalla Felicità e, allora, quanto sono stolto! (23-1-69)

1.251. Nel silenzio amoroso della tacita orazione, inabissata nell’essersi dell’Essere, spinta dalla corrente infinitamente sottile e delicata dello Spirito Santo, l’anima, innamorata dell’Eterno Sole, si spro¬fonda in quel punto segreto ed occulto dove la Trinità si è tre divine Persone amantisi e amate, baciantisi e baciate, nell’istante verginalmente velato dove l’Eterna Fecondità, erompendo in luminosa paternità, sta generando il Verbo nell’occultamento del suo segreto misterioso. Un amore e tre Amanti che si stanno baciando, nel loro essersi la verginità feconda che prorompe in Paternità e Filiazione, con un Bacio personale di Amore infinito. (28-4-61)

1.252. La scienza della felicità, della pace, dell’equilibrio e della vera carità sta nell’orazione, perché in essa si apprende Dio, che è la scienza divina ed umana, in cui è e da cui promana ogni perfezione e felicità.
(29-11-68)

1.253. L’uomo che prega, nella luce di Dio sa dare a tutte le cose il loro vero senso; colui che non prega, nella povertà del suo piccolo intendimento vive sconcertato, col pericolo di disorientare coloro che lo circondano. (6-12-73)

1.254. In un tempo di preghiera presso il Tabernacolo, si può apprendere più sapienza che in un corso di teologia nell’aula di un’università; perché nell’orazione si sanno, nel senso di assaporare, i misteri di Dio, mentre nello studio si apprendono intellettualmente. (6-12-73)

1.255. Quando nel contatto con Dio, Questi penetra l’anima con il suo pensiero comunicandole alcuni dei suoi misteri, benché solo sia in un istante, questa resta tanto ricolma di sapienza che, in questa comunicazione, ha appreso incalcolabilmente più di quanto, durante molto tempo, avrebbe potuto conseguire, a forza di studio, con i suoi propri lumi. (6-12-73)

1.256. Una comunicazione di Dio colma l’anima così sovrabbondantemente di sapienza, che le dà la possibilità, non soltanto di comprendere quello che saporosamente Dio le ha comunicato, ma anche di dar senso a molti altri misteri. (6-12-73)

1.257. Quando faccio preghiera, cerco il silenzio e trovo Dio; quando allento in essa, perdo il sapore del divino. (1-2-64)

1.258. Signore, la mia missione non è scrutare i tuoi misteri, è ascoltare quanto Tu vuoi comunicarmi, per riscaldare, ravvivare e sviscerare il dogma della Chiesa. (8-1-65)

1.259. Io non cerco di scrutare i tuoi pensieri, ma di essere aperta a te affinché, quando Tu vorrai, possa portarmi nell’amore ad entrare in essi. (8-1-65)

1.260. Stare con Te nella preghiera è l’unica cosa che desidera l’anima amante; stare con Te fino ad incontrarti per sapere del tuo amore. (25-1-67)

1.261. Non occorre gridare molto per cantare Dio… Nella preghiera si apprende Cristo. (26-3-59)

1.262. La mia canzone è tacito silenzio d’adorazione ai piedi del Tabernacolo. La mia canzone è dire a Gesù, come possa, di «sì», nella mia lenta morte dell’io. La mia canzone è gemere tra singhiozzi con e per la Chiesa. (20-9-74)

1.263. Come è vicino Dio e come lo sentiamo poco per non essere anime di orazione…! (24-9-66)

1.264. L’orazione mostra Dio e le sue vie e, in essa, l’anima ha forza e amore per ascoltare e seguire il Signore. (24-9-66)

1.265. Anima amata, prega, ama, affiché tu sappia l’Amore e lo consoli nel suo amore non amato e sconosciuto. (16-3-63).

1.266. Dio… Lontananza… Nostalgia… L’Amore m’invita a pregare e l’orazione mi porta al silenzio. (8-8-71)

1.267. Il silenzio dell’Essere è detto all’anima, nel silenzio adorante di una preghiera semplice, dalla pace profonda dello Spirito Santo. (26-12-74)

1.268. L’uomo adorante, che trova il suo modo semplice di pregare, ascolta, senza rumori di quaggiù, il tasteggiare silenzioso del silenzio dell’Essere. (26-12-74)

GAUDIO, RIPOSO E FORZA PER L’ANIMA

1.269. Come si sta bene con Dio in orazione, in amore, in silenzio; senz’altra occupazione che amarlo; vicina vicina al Tabernacolo, in tenerezze d’amore; ascoltando il concerto amoroso del suo parlare in mistero! Come si sta bene con Dio, respirando il segreto del suo amore, in silenzio! (30-7-71)

1.270. A volte è così nutritiva la mia orazione che, quando devo staccarmi da essa, mi accade come al piccolo che, mentre ha ancora fame e sete e sta saturando le sue fami al petto della madre, ne viene strappato violentemente. (28-10-74)

1.271. Come è dolce il silenzio sacro della preghiera nell’assaporamento profondo del contatto dello Spirito Santo che, nel suo passare per l’anima, le dice, in trafitture d’amore, infinità dell’Essere, assaporamenti di Eternità, unione con il Padre e con il Figlio, intimità con Maria e vicinanza con coloro che amiamo! (31-3-75)

1.272. Il bacio dello Spirito Santo nell’anima è pienezza totale d’amore e pace nel gioiosissimo assaporamento d’Eternità. (6-1-75)

1.273. Com’è saporoso il nostro Spirito Santo, in gaudio segreto di silenziosa comunicazione, che ci fa vivere nell’esilio momenti di Cielo in nostalgie profonde dell’eterno Essente! (31-3-75)

1.274. Com’è profondo sapere, per il Bacio amoroso dello Spirito Santo, che Dio è contento di noi! poiché, nel recondito del nostro essere piccolino, ci dice compiacenza divina in donazione eterna… (31-3-75)

1.275. Quando prego, tutte le pene se ne vanno; per questo, quando peno, debbo pregare per essere felice.
(16-7-71)

1.276. Pregare è il porto dove, nel mio camminare, riposo per prendere nuove forze nel mio cammino verso il Sole. (3-5-73)

RIPOSO PER IL SIGNORE

1.277. È assetato il Signore dal tanto aspettare a chi dire il suo amore infinito… Immergiti profondamente nella concavità del costato di Cristo, per scoprire il mistero che in Lui si racchiude in modo da cantarlo a tutte le anime. (1-2-64)

1.278. Nella misura in cui riposerai sul petto di Cristo, lo farai riposare; per questo, su, riposa sul suo divino costato, ché è affaticato l’Amore dal bisogno di svelarti il suo segreto…! (1-2-64)

1.279. Sono venuta a stare con te e ci sono riuscita, perché sono stata con te; sono venuta per farti gioire e l’ho conseguito, perché il tuo amore ha goduto. Ciò che è accaduto in me, non lo so, perché non lo voglio neppure pensare. Sono stata con te e ti ho fatto godere; non ne so di più né me ne importa. (2-12-66)

1.280. Signore, quando ti guardo, Tu mi guardi, e allora il mio cuore balza di gioia, delirante d’amore.
(23-9-63)

1.281. L’Amore dice con nostalgia: Mancano cinque minuti per andartene… E l’anima distratta nell’orazione: ormai non mancano che cinque minuti! Così è Dio e così siamo noi…! Cosa sono cinque minuti per colui che ama…! (30-11-66)

1.282. Io voglio stare con te perché Tu godi stando con me, e perché a me piace –benché io non senta piacere– stare con te. (25-1-67)

1.283. Sta’ «fra il vestibolo e l’altare» esercitando il tuo sacerdozio, perché l’Amore trovi riposo nella tua anima sacerdotale. (16-3-63)

1.284. Quando in atteggiamento sacerdotale tu preghi «fra il vestibolo e l’altare», Dio ti comunica il suo amore infinito, riceve riparazione per i peccati, è consolato il suo cuore di Padre, Maria t’avvolge nel suo amore e tutta la Chiesa, nei suoi membri, riceve il tuo influsso… Perciò, prega, ché tutti attendiamo la tua orazione per vivere di Dio e amarlo di più. (16-3-63)

DIO DIMORA IN TE

1.285. Dentro di noi c’è Dio; facciamo silenzio per ascoltarlo. Dio ci bacia… Dio ci parla… Dio ci ama…!
(25-1-75)

1.286. Signore, quanti ti cercano fuori e non ti trovano, perché Tu stai dentro nella profondità fonda del nostro recondito! (13-4-76)

1.287. Sei tempio vivo della Trinità, e tutto Dio, dimorando in te, ti chiede corrispondenza d’amore. (20-3-62)

1.288. Sai che nella tua anima il Padre ti sta sillabando tutto il suo essere mediante il suo Verbo, solamente per te, nello stesso istante in cui ti bacia con il suo Bacio sostanziale d’amore mutuo ed amoroso? (18-12-60)

1.289. Nella nostra anima sta l’Amore Infinito con sussurro sacro, baciandoci nel silenzio amoroso della sua vicinanza; rispondiamogli. Lo Spirito Santo vuole operare nel nostro intimo. Cerchiamo di percepirne l’aleggiare amoroso facendo silenzio. (13-3-75)

1.290. Sai che tu sei tempio vivo di Dio…? Quindi, attento, almeno tu che lo sai! (11-9-62)

1.291. Il Maestro è nella tua anima e ti chiama per cenare con te oggi. Come risponderai a tale appuntamento d’amore? (12-11-63)

1.292. Come è dolce sentire l’Essere dentro l’anima, che ama e chiede amore, che riposa e dà riposo…! Questo è sapere di vita eterna in esilio. Adoriamo l’Essere nel nostro cuore, ché Egli palpita nel nostro petto. (8-1-75)

1.293. Ricordiamo che Dio ci guarda con tenerezza amorosa; guardiamolo in risposta al suo dono. Dio ci bacia; baciamolo nelle nostre anime e nel Tabernacolo. (9-7-75)

NON ESISTE LA SOLITUDINE PER IL CRISTIANO

1.294. Com’è vicino l’Amore e in quale mistero…! Lì dovunque andiamo, Egli viene con noi seguendo i nostri passi, perché Egli è l’Amore. Se andiamo al Tabernacolo, sempre con nostalgia ci aspetta; se entriamo nel nostro cuore, con tenerezza infinita ci bacia; se andiamo per la vita, ci copre con la sua ombra e ci dà calore col suo fuoco; se soffriamo, ci abbraccia a Sé sulla sua croce; se godiamo, Egli è l’assaporamento del nostro godere. Perciò, stiamo sempre ed ovunque con il Signore, perché Egli rimase con noi affinché noi stiamo con Lui. (11-3-76)

1.295. Nella solitudine del mio nulla, trovo la compagnia del mio Tutto. (1-3-61)

1.296. La solitudine nel cielo non esiste; Dio stesso si è l’eterno Accompagnato; perciò, fuggi da questa solitudine triste o malinconica che può distruggere la tua vita spirituale. Non sai che in cielo dovrai andare accompagnata dalle anime che il Signore ti ha affidato? (21-1-63)

1.297. L’anima che soffre perché si crede sola, non ha saputo cercare nel suo centro la gioia infinita dell’Eterno Focolare, dove il divino accompagnato dimora per accompagnarla. (1-3-61)

1.298. Ti tormenta la solitudine? Povera creatura! Non sai che, nella solitudine del tuo spirito, dimora il Tutto, nella compagnia familiare del suo essersi Famiglia Divina, e che lì, nella tua anima, si è solamente per te…? (1-3-61)

1.299. Se ti spaventa la solitudine, è perché non vivi coscientemente il tuo essere Chiesa, che ti fa essere tempio e dimora dell’Altissimo in comunicazione con tutti i figli di Dio. (1-3-61)

1.300. Soffri perché ti trovi solo? E tuttavia non soffri perché lasci Dio solo nella tua anima…!
(1-3-61)

1.301. Gesù, allora, quando la solitudine di tutti e di tutto mi sommerge, tu stai con me penetrando e consolando questa mia straziante solitudine? Grazie, Amore, grazie! (18-4-61)